
Ricostruzione filologica dell’ex Palazzo di Giustizia di Modena
Settore: Cultural Heritage / Urbanistica / Architettura
Nel 1963, il tessuto urbano di Modena, sito UNESCO, subì una controversia profonda: la demolizione dell’ex Palazzo di Giustizia in Piazza Grande per far posto a un’architettura moderna (l’attuale sede bancaria della Cassa di Risparmio). Il nostro scopo era duplice: restituire alla cittadinanza la percezione dei volumi originali e permettere uno studio critico di un pezzo di città scomparso, senza lasciare spazio all’approssimazione.
il progetto ha seguito un metodo rigoroso: ricostruzione geometrica basata su mappe catastali dell’epoca, fotografie d’archivio e rilievi storici.
La modellazione ha rispettato i rapporti volumetrici esatti per garantire la precisione architettonica, e garantire che ogni elemento architettonico fosse filologicamente corretto rispetto allo stile dell’epoca, con utilizzo di tool avanzati per la generazione di texture coerenti con i materiali del tempo (pietra, mattoni e finiture del XIX secolo), ridando realismo a superfici di cui restavano solo foto in bianco e nero.
L’utente ha potuto fruire della ricostruzione attraverso due modalità complementari:
In scala 1:1 (XR): Indossando il visore, l’utente si è ritrovato fisicamente davanti al Palazzo in Piazza Grande. Questa scala ha permesso di percepire l’impatto urbanistico originale e l’ombra che l’edificio proiettava sulla piazza, evidenziando il dialogo perduto con i monumenti storici ancora esistenti.
In miniatura (XR): Una visione “da architetto” per analizzare il palazzo come un oggetto fisico su un tavolo virtuale, permettendo di osservare dettagli decorativi altrimenti difficili da cogliere a grandezza naturale.
Il progetto virtuale ha permesso alle nuove generazioni di comprendere visivamente ciò che molti descrivono come un errore urbanistico.
Tutto questo può essere pensato anche come “Preservazione Digitale”: cioè la creazione di un asset 3D ad alta fedeltà pronto per archivi museali o installazioni urbane permanenti.
L’esperienza ha generato un forte impatto emotivo, dimostrando come la XR possa fungere da “macchina del tempo” per la riparazione simbolica di danni storici.
Questo progetto è parte della suite HDT Heritage , la nostra piattaforma dedicata specificamente alla gestione, valorizzazione e tutela digitale dei Beni Culturali, integrando precisione filologica e accessibilità per trasformare il patrimonio scomparso in una risorsa culturale viva e interattiva.
