Al di là della Vetrina

Ricostruzione e manipolazione virtuale di oggetti archeologici per Accessibilità Inclusiva 

Settore: Museale / Archeologia / Sociale (Inclusività) 

Questo caso studio è straordinario perché sposta l’attenzione su due temi caldi e di grande valore sociale: l’accessibilità universale e l’interazione tattile virtuale. L’idea di “estrarre” un oggetto da una teca infrangibile per permettere a chiunque di studiarlo da vicino è il sogno di ogni curatore museale.

I musei archeologici conservano spesso reperti di dimensioni ridotte o racchiusi in vetrine che ne limitano la comprensione volumetrica e tattile. Il successo di questo studio è frutto della stretta sinergia con il Museo Simonini di Castelfranco Emilia, e la sua direttrice, la Dott.ssa Diana Neri, la cui visione lungimirante ha permesso di sperimentare queste tecnologie verso una reale utilità scientifica e divulgativa, per una fruizione inclusiva dei beni archeologici. 

Nel caso del Museo Simonini, la sfida era permettere ai visitatori di esaminare i dettagli dei lingotti di bronzo

(Aes Signatum) risalenti al VI-V secolo a.C. (Età del Ferro) ritrovati alla fine dell’Ottocento, all’interno di un grande vaso in ceramica. 

Questi reperti sono fondamentali per ricostruire le rotte commerciali e l’economia delle popolazioni che abitavano l’area di Castelfranco Emilia migliaia di anni fa. Spesso presentano segni o impronte (come il celebre “ramo secco”) che ne indicano la provenienza o l’autorità emittente.

Essendo spesso piccoli, pesanti e di colore scuro, i dettagli delle loro superfici (fondamentali per gli studiosi) sono difficili da vedere attraverso il vetro. La manipolazione virtuale 3D permette di osservare ogni singola incisione o segno di fusione che l’occhio nudo non riuscirebbe a cogliere.

I reperti sono stati modellati digitalmente con estremo realismo, creando dei “gemelli digitali” ad alta fedeltà che riproducono ogni incisione e porosità del materiale originale.

Utilizzando visori di ultima generazione, e avvicinandosi alla teca, il visitatore può “estrarre” virtualmente il lingotto dalla vetrina con il semplice uso delle mani, ruotandolo e ingrandendolo nello spazio fisico davanti a sé.

L’esperienza è stata arricchita da video in Lingua dei Segni Italiana (LIS): invece di dover leggere pannelli esterni, l’utente visualizza un video LIS integrato nell’ambiente XR, che spiega la storia e l’uso dei lingotti in modo naturale e immersivo.

Il progetto trasforma il Museo Simonini in un esempio di eccellenza per l’accessibilità museale. Abbattere le barriere della comunicazione per le persone con disabilità uditiva, rappresenta un vero valore aggiunto, integrando una narrazione inclusiva direttamente nell’esperienza visiva.

Questo progetto è parte della suite HDT Museum , la nostra piattaforma dedicata specificamente alla gestione dei beni culturali impossibili da esaminare direttamente, che permette proprio la manipolazione diretta e l’integrazione di video LIS.